Instant Marketing: perché serve un po’ di coraggio

Instant Marketing: perché serve un po’ di coraggio

Hai mai sentito parlare di Instant Marketing?
È un termine che ultimamente va molto di moda, perché si tratta di una pratica di marketing che lascia decisamente il segno. Ma cosa intendiamo quando parliamo di Instant Marketing? E perché serve coraggio per farlo?

L’arte di cogliere l’attimo (e convertire clienti)

Beh dai, la definizione è semplice. Per Instant Marketing si intende letteralmente un tipo di azione di marketing che sfrutta l’attimo, il momento storico. Che trova negli eventi più rilevanti che accadono nel mondo uno spunto adeguato per:
  • Ricavarne un motto d’impatto, generalmente dalle tinte comiche
  • Generare una grafica adeguata e declinata per il proprio brand
  • Convertire clienti
E chi determina l’attimo? Il mondo della politica, qualche gaffe in diretta TV, un meme*.
Ecco, pensa all‘Instant marketing come ai meme di internet. Di fatto sono la stessa cosa, ma il meme punta a far ridere e basta, è una cosa goliardica; un post che utilizzi queste tecniche ha invece sì il compito di divertire, ma ha anche il velato compito di convertire clienti.
Per capirci, Taffo Funeral Services e Ceres sono gli indiscussi signori e padroni dell’Instant marketing italiano. Sanno utilizzare ogni materiale, ogni evento di rilievo per declinarli per il loro brand. Sono bravissimi in questo e li avrai incrociati di sicuro nelle tue lunghe sessioni di scrolling. Perché riescono tanto bene? Perché sono irriverenti. Prendono un evento destinato a diventare di cultura di massa appena questo avviene (bisogna essere veloci, l’impatto dura poche ore!) e lo trasformano in un assist per la loro azienda. Altro elemento essenziale è per l’appunto la velocità. Quanto durerà la fama di quel determinato evento che sarà alla base della nostra azione di marketing? Non più di qualche giorno. Quindi occhio! Velocità e fantasia sono essenziali. Anche perché uscire fuori tempo massimo con la medesima gag già sfruttata da decine di società, farà della vostra ideona di Instant marketing qualcosa di “già visto”.
E addio impatto.

Un caso famoso di Instant Marketing

Morgan e L'istant Marketing

Di Wince – Opera propria, CC BY-SA 3.0

Qualcuno ricorda Bugo e il famoso “Che succede?” di Morgan sul palco di Sanremo? La “gag” fu ripresa letteralmente da tutti. Sia nel mondo del marketing che fuori. Qualche giorno dopo però, arrivò il Corona e la gag sanremese puff! scomparsa dai radar.
Perché l’evento funzionava per l’Instant Marketing? Semplicemente perché tanti, tantissimi, avevano visto l’evento accadere davanti ai loro occhi, o anche solo per la roboante eco che una situazione del genere aveva generato. La Kermesse sanremese è sempre stata molto abbottonata, quasi liturgica. Era ovvio che un caso del genere, con quel “Che succede?” lì sospeso sul palco, si prestasse perfettamente allo scopo. Quale scopo? Quello di cambiare quell’espressione di dubbio adeguandola al proprio business, creando una gag che potesse rimanere impressa nella mente dei clienti. Strappare un sorriso talvolta è più efficace che spiegare per filo e per segno quel che si fa/si vende. Allora, vendi birra? Farai un post così:
Testo introduttivo: “Quando finisce la birra:”
Faccione di Morgan sul palco di Sanremo con scritta:“Che succede?”
Logo della tua azienda, Pay off, ecc…
E l’Instant Marketing è fatto.

Perché serve Coraggio

Sì, ho detto che serve coraggio per fare questo tipo di marketing. E lo ribadisco. Fare Instant marketing significa prendere una posizione. Talvolta questi meme da vendita nascono su questioni politiche, schieramenti, fatti anche di un certo peso e valore. Giocarci sopra significa esporsi.
E questa non è una cosa adatta a tutti i brand. Te l’immagini un serissimo studio di avvocati che si mette a deridere Trump scimiottando una delle sue tante uscite improbabili? Potrebbe anche farlo, ma sa di correre dei rischi. Come ho detto prima Taffo e Ceres riescono perché nascono da una comunicazione irriverente. Non tutti se la possono permettere e neanche dovrebbero. Il rischio è di trasformare il marketing da social (dove l’Instant trova il suo approdo migliore) in un’enorme buffonata. Bisogna dosare bene, usare le armi giuste per il cliente giusto, per il brand giusto. E soprattutto bisogna fare un percorso. Declinare la propria comunicazione su un tono di voce uniforme: non puoi essere super serioso per 364 giorni l’anno e poi buttare lì un post giovane ed irriverente. Non funziona, il tuo pubblico non lo capirebbe. E poi bisogna fare attenzione alle figuracce. Le battute online (soprattutto se legate ad un brand) possono involontariamente offendere una categoria x in pochissimi secondi, diventare poi virali, e distruggere la tua brand reputation. Attenzione quindi, è un terreno scivoloso.

Ma ti piacerebbe fare Instant Marketing?

Se vuoi provare a cambiare il tuo tono di voce e sfruttare le potenzialità di questo mezzo, ricorda le regole auree:
  • Non sei obbligato. Sfrutta la gag se davvero si declina bene per il tuo brand
  • Occhio al timing! Se arrivi tardi perdi solo punti
  • Rileggi 200 volte. Il tuo post offende qualcuno? Schierarsi ed offendere sono due cose assai diverse
  • Chiama un esperto. Non improvvisarti!
Spero che questo articolo ti sia stato d’aiuto. Se hai bisogno di altre info, vuoi impostare una comunicazione più moderna e sfruttare l’Instant… beh, chiamami!

 

 

*Questa definizione di Wikipedia è orribile. Difficile definire cosa sia un meme, meglio fare esperienza diretta se non sai cosa sono. Passa un paio d’ore su 9gag.com e avrai capito cos’è un meme.