La comunicazione, oggi come non mai, è al centro delle preoccupazioni di ogni buon imprenditore.
Comunicazione e marketing, marketing e comunicazione. Il binomio magico a cui ancora qualcuno non dà tanta importanza, nasconde in realtà la chiave del successo di un business che si rispetti. In fondo siamo solo nel 2021.
Ma tante aziende “vecchio stampo” continuano con errori piuttosto banali, a cui dovrebbero subito mettere una pezza.
In questo articolo parliamo dei 5 errori da non fare MAI nella comunicazione. E lo dedico alle aziende con qualche anno alle spalle, perché questi errori sono i tipici biglietti da visita della vecchia generazione.
1) Leader nel settore; ma che davvero?
Questa non dovrei neanche spiegarla. Chi si definisce leader nel settore? In Italia, praticamente tutte le aziende. Ormai bastano 3 anni di attività per definirsi leader nel settore. Ma vi rivelerò un segreto; quasi sempre questa frase suscita mancanza di fiducia. In chiunque se ne intenda un minimo almeno.
Non ci si definisce leader, lo si diventa. Sono i fatti a parlare, non una frase trita e ritrita messa come titolone in qualsiasi descrizione aziendale. Nike si definisce leader del settore? Apple si definisce tale? No. I numeri parlano, i fatti parlano, non le auto proclamazioni. Perché poi uno si fa un giro sui social ufficiali, indaga un po’ la presenza online, e scopre che in realtà si parla di un piccolo business di Caltanissetta con 10 dipendenti. E da visura camerale si scopre anche il vostro capitale sociale.
Magari l’azienda va bene, nulla lo vieta, ma questo non significa essere leader. Cancellate questa frase ovunque l’abbiate scritta, diventerete molto più credibili.
2) Smettetela di millantare sedi in tutto il mondo
Anche questo è un vizio della piccola imprenditoria italiana. Millantare sedi a Dubai, Miami, Dublino ecc… Perché dico millantare? Perché quasi sempre è facile scoprire come sia un bluff. Un giro su LinkedIn potrebbe rivelare facilmente la vera natura dell’azienda.
E poi: se nessuno conosce la realtà in questione, se la presenza online risulta quantomeno banale, come si fa a pensare a tutte quelle sedi in tutto il mondo? Oggi nella comunicazione l‘autenticità paga. Paga in tutto e per tutto, anche nel fallimento. I brand diventano sempre più umani, sempre di più oggetto di empatia, soprattutto grazie ai social. Alla gente piace vedervi per quello che siete anche nelle piccole imperfezioni, non per quello che vorreste essere.
Lo stesso identico discorso vale per i numeri, le statistiche. Spesso capita di gonfiare un po’ qualche numerino, non tanto con partner commerciali (credo sia illegale), ma con la propria audience. Se proprio dovete ritoccare (io ve lo sconsiglio per il discorso di cui sopra) magari mantenetevi con numeri credibili. Anche qui, Capitale Sociale e numero di dipendenti forniscono un indizio su come ciò che state proclamando cozzi con la realtà.
3) Azienda giovane e dinamica
Vabbè qui due righe proprio. La formula Giovane e dinamica sarebbe dovuta morire il 31 dicembre 1999.
Se non lo avete ancora fatto, uccidetela. Ora. È tipo il re degli errori nella comunicazione.
4) Evitate il culto degli antenati
Altro blocco emotivo nella comunicazione vecchio stile. Certo, alcuni imprenditori sono grati ai genitori che hanno lasciato l’azienda in eredità. Certo, alcuni non sarebbero proprio imprenditori senza il loro apporto, senza le basi solide che gli antenati hanno costruito, magari negli anni ’80. Nessuno dice di ignorare l’importanza che hanno avuto, ma il mio consiglio è: non vivete nel passato.
Nella comunicazione dovete guardare all’oggi. Riempire i siti web con sezioni “Storia” lunghe infinite non serve a nulla. Nessuno le leggerà, nessuno vi darà peso. L’avere una data di fondazione notevole può dare sì lustro, ma è solo un dato in più. Un dato in più in una valutazione generale che si baserà su molti più elementi. Non marciateci troppo sopra, perché tutto si è evoluto e a nessuno interessa focalizzarsi troppo su ciò che è stato. Non ignorate il passato ma non lodatelo all’infinito.
5) Le (false) valutazioni a 5 stelle
Altro fatto comune. Capita spesso che qualcuno bari un po’, chiedendo a dipendenti e amici di fare una bella recensione Google. Avere delle stelline positive invita altri clienti a fidarsi. Lo fanno tutti. Purtroppo aggiungo.
Se proprio dovete farlo, cercate di non esagerare. Avere tutte recensioni a 5 stelle con commenti oltremodo entusiastici… beh, ancora una volta, non è credibile. Se proprio dovete, cercate di alternare, fatene fare una recensione a 4 stelle, senza commenti strappalacrime. Ma se evitate del tutto fate meglio. Ancora una volta, l’autenticità paga. Eccome.
Bene, questi erano i miei consigli su i 5 errori da non fare nella comunicazione. Abbiamo giocato sì, ma se siete interessati, contattatemi! Ci sono tanti altri piccoli punti da limare, porre nella giusta direzione, pensare. Solo allora avrete una comunicazione degna di tale nome, e soprattutto che valga l’investimento che ci avete fatto sopra.
A presto!